di Enrico Bruni Ce l’abbiamo fatta. Questa settimana abbiamo ottenuto un grande risultato che premia mesi e mesi di duro lavoro portato avanti strada per strada, quartiere per quartiere da tutti i nostri candidati e dai nostri militanti. Abbiamo messo davanti il bene della collettività rispetto a molti impegni della nostra quotidianità per concentrarci sulla campagna elettorale e siamo stati premiati dagli elettori; bisogna andarne fieri. Salvini passerà quel che resta di settembre a leccarsi le ferite, mentre Susanna Ceccardi se ne tornerà a Bruxelles lasciando vacante il primo seggio dell'opposizione in Consiglio Regionale. Ma non sprechiamo altro tempo a parlare di chi ha approfittato di queste elezioni per parlare di presunti gatti arrostiti piuttosto che di rilancio del territorio, per offendere le donne piuttosto che cercare soluzioni per il divario di genere causato dalla pandemia. Parliamo di noi, perché, sebbene ora sia il momento dei festeggiamenti, non dobbiamo scordarc...
di Enrico Bruni Il 29 giugno scorso, nella sua prima ricognizione sopra il Mediterraneo, la missione Seabird avvista un relitto nella zona SAR libica: sopra quella che sembra una monocroma bandiera blu si affaccia un gommone in parte inabissato, uno di quelli che solcano sempre le retoriche dei vari politici, su di esso un corpo livido lotta ancora tra salvezza e abisso. Passano i giorni, le ong inviano più volte alert agli Stati costieri, ma nessuno è ancora andato a recuperare il corpo dell’uomo. Immobile la guardia costiera libica che avrebbe il dovere di presidiare la propria SAR, compiacenti le capitanerie di porto italiane e maltesi. Gli interrogativi che la foto scattata da Seabird evoca sono tante. La prima volontà è quella di voler riscattare la dignità umana di quest’uomo e ci chiediamo di conseguenza chi fosse, di quali vicende fosse stato testimone, nonché quale fosse la sua storia. Poi però non possiamo tirarci indietro di fronte ad una riflessione più ampi...