di Enrico Bruni e Elena Reitano Tra i numerosi articoli pubblicati sull'edizione dell'Internazionale del 27-10 mi sono imbattuto in quello di Ruth Ben-Ghiat – docente di Storia e Studi italiani presso la New York University – riguardante l’annoso problema della scomoda eredità architettonica lasciataci da Benito Mussolini. Questo si è rivelato (anche a una prima lettura) un articolo di un livello estremamente basso, tanto da meritare un’accorata critica – pubblicata lo scorso 9 ottobre 2017 da Il Sole 24 Ore – dallo storico dell’architettura Fulvio Irace che afferma: “L’articolo di Ruth Ben-Ghiat sul New Yorker dimostra come ormai il populismo non sia solo più appannaggio della politica, ma è entrato, […] anche nel giornalismo di qualità”. A nostro avviso, il primo errore che la Ben-Ghiat compie nella sua analisi è quello di condannare in maniera radicale il Palazzo della Civiltà Italiana, riducendolo soltanto a un “cimelio di una brutal...
"Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri miei stranieri." (Don Lorenzo Milani, L'obbedienza non è più una virtù, 1965)