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Pisa, la città che inciampa sull'etica

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Di Enrico B.
A due giorni dalla Giornata della Memoria è accaduto un fatto senza precedenti: durante la seduta del Consiglio Comunale di Pisa il consigliere Manuel Laurora, eletto come indipendente nelle liste della Lega, non si è alzato per il minuto di silenziosa commemorazione delle vittime della Shoah. Laurora, già tristemente noto per le violente dichiarazioni contro omosessuali e islamici, è stato ripreso prima dal consigliere Auletta (Diritti in Comune), che ha deciso inoltre di abbandonare l’aula insieme alle altre forze di opposizione poiché il sindaco non aveva ripreso l’atteggiamento del proprio consigliere, poi dal presidente del Consiglio Comunale Gennai (Lega) che ha chiesto le sue scuse formali. Dopo le scuse (imbarazzanti) di Laurora, ha preso la parola il sindaco Conti che lo ha invitato ad abbandonare l’aula per il resto della durata del Consiglio.
Risultati immagini per manuel lauroraDi fronte a più di sei milioni di morti le scuse servono davvero a poco e così la nostra città è nuovamente su tutte le testate nazionali; naturalmente questa non è una cosa buona. Grazie alla Lega di Michele Conti abbiamo assistito all’insediamento di uno stalker nella Giunta Comunale, alle continue figuracce causate da uomini inadatti a ricoprire ruoli istituzionali (basti pensare a quando i consiglieri della coalizione di centro- destrahanno abbandonato l’aula dopo aver presentato una mozione, facendo mancare il numero legale), a quando un assessore si è permesso di offendere una consigliera dell’opposizione e il presidente del Consiglio Comunale che lo aveva ripreso, nonché ai punti chiaramente discriminatori del programma di mandato di questa giunta, ma ovviamente la colpa è sempre di qualcun altro. Anche per l’offesa istituzionale di Laurora l’onnipresente deputato Edoardo Ziello ha dichiarato che “la richiesta di dimissioni appare pretestuosa”, aggiungendo che comunque la Lega si discosta dall’atteggiamento del proprio consigliere.
In breve la solita linea dei leghisti di fronte ad ogni atto vergognoso compiuto dai propri iscritti: non importa se ciò che un uomo fa o ha fatto è incompatibile con la carica istituzionale che ricopre, il soggetto in questione rimane dov’è perché la tattica è quella del “kapitulieren? Nein!” di hitleriana memoria. L’indignazione non si nega di fronte a niente (quando va bene), ma non si prende mai una posizione forte per far si che una persona non degna sieda in Consiglio Comunale. È la prassi: un assessore è riconosciuto responsabile di stalking anche in terzo grado di giudizio, ci sono più di 45'000 firme che ne chiedono le dimissioni, ma tanto resta perché “verrà giudicato solo per il suo lavoro”; adesso un consigliere comunale offende la memoria di milioni di vittime di uno dei crimini più cruenti della storia, scrive sul suo profilo che il suo libro preferito è il “Mein Kampf” di Adolf Hitler, ma- naturalmente- resta perché, con molta probabilità, è l’unico che dice le cose che pensano tutti loro, ma che si vergognano a dire. Ormai l’idea che la politica, e di conseguenza chi la amministra, debba avere una sorta di certo livello morale è quasi del tutto scomparsa e per questo non appare come assurdo che il suddetto consigliere comunale abbia deciso di rassegnare le sue dimissioni dal gruppo consiliare leghista per diventare capogruppo della formazione "Il Popolo Decide". Ma non è tutto: Conti e la sua giunta non chiedono le sue dimissioni, ma accettano che un uomo che ha ripetutamente dato prova di vicinanza alla criminale ideologia fascista dia vita a un proprio gruppo in Consiglio a sostegno della maggioranza.
A questo punto la domanda è: perché un uomo che ha dimostrato ripetutamente di essere lontano dai valori sanciti dalla nostra Costituzione ricopre una importante carica istituzionale? Non è forse vero che chi punta alle più alte cariche politiche deve dimostrare innanzitutto "attaccamento alla costituzione stabilita" (Aristotele, Politica)? Perché un uomo che non si è alzato di fronte a sei milioni di morti, dimostrando non solo la totale mancanza di rispetto, ma anche la propria ingenuità con la quale ha pensato di nascondere il nazismo dietro a delle scuse sterili e impacciate, ricopre una importante carica istituzionale? Non è forse vero che chi punta alle più alte cariche politiche deve dimostrare "una grandissima capacità nelle azioni di governo" (Aristotele, Politica)? E infine: perché un uomo che offende gli omosessuali, fonda un comitato "No Moschea" che limita le libertà di culto, che offende la memoria di più di sei milioni di morti, che indica come proprio libro preferito il "Mein Kampf", ricopre una importante carica istituzionale?  Non è forse vero che chi punta alle più alte cariche politiche deve possedere "virtù e giustizia" (Aristotele, Politica)? Laurora non è altro che la rappresentazione della parte più becera e sprovveduta dell'animo leghista, dannoso alle istituzioni e ai leghisti stessi, forse le sue possibili dimissioni potrebbero giovare anche al sindaco Conti.

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