di Enrico Bruni Il 29 giugno scorso, nella sua prima ricognizione sopra il Mediterraneo, la missione Seabird avvista un relitto nella zona SAR libica: sopra quella che sembra una monocroma bandiera blu si affaccia un gommone in parte inabissato, uno di quelli che solcano sempre le retoriche dei vari politici, su di esso un corpo livido lotta ancora tra salvezza e abisso. Passano i giorni, le ong inviano più volte alert agli Stati costieri, ma nessuno è ancora andato a recuperare il corpo dell’uomo. Immobile la guardia costiera libica che avrebbe il dovere di presidiare la propria SAR, compiacenti le capitanerie di porto italiane e maltesi. Gli interrogativi che la foto scattata da Seabird evoca sono tante. La prima volontà è quella di voler riscattare la dignità umana di quest’uomo e ci chiediamo di conseguenza chi fosse, di quali vicende fosse stato testimone, nonché quale fosse la sua storia. Poi però non possiamo tirarci indietro di fronte ad una riflessione più ampi...
"Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri miei stranieri." (Don Lorenzo Milani, L'obbedienza non è più una virtù, 1965)