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Mimmo Lucano, quando "il silenzio è uguale a morte"



Di Enrico Bruni e Leonardo Aquila.

Nella giornata del 2 ottobre, il Sindaco di Riace Mimmo Lucano è stato arrestato e condannato agli arresti domiciliari per favoreggiamento all'immigrazione clandestina e illeciti amministrativi.

Il simbolo di una lotta a tutte le ingiustizie che costellano la vita dei richiedenti asilo aveva già ricevuto vari premi tra cui il Premio per la Pace Dresda per la sua politica amministrativa ed è noto non solo in Italia, ma anche nel resto d'Europa per l'accoglienza che riservava a queste persone. Ciò che era riuscito a raggiungere nel giro di pochi anni era stato denominato "Modello Riace", una politica di integrazione che non solo ha aiutato delle PERSONE in cerca di ospitalità, ma ha anche giovato ad un paese che era ormai sull'orlo dello spopolamento. Tra immigrati ed italiani si è formato un rapporto di reciproco aiuto e intesa, ma sopratutto di colloqualità, Riace si è così trasformato da paese quasi "fantasma" a paese multietnico, ma a partire dall'ottobre 2017, tale situazione è iniziata a risultare scomoda per qualcuno, che ha intoccato con l'Operzione Xenia non solo la sicurezza della comunità, ma anche la sua esistenza.
Dopo la revoca dei domiciliari da parte del Tribunale del Riesame lo scorso 16 ottobre, è stato disposto il confino per l'ormai ex Sindaco con una sentenza che ha del medioevale e non solo, se si pensa che anche personaggi come Sandro Pertini furono colpiti da tale sentenza.
A seguito di ciò, Lucano ha ricevuto la cittadinanza d'onore da comuni come quello di San Giuliano, Sutri e Milano. Proprio in quest'ultima città il 30 ottobre si è tenuta una cena nella quale Mimmo ha ricevuto la vicinanza di molte persone (tra cui il sindaco Sala) che si sono strette intorno a lui con un sonoro "Bella Ciao", utilizzato come inno di libertà. L'emozione di Mimmo ha accompagnato la serata ed ha chiesto un'unica cosa: Non lasciateci soli davanti a chi sostiene l'Apartheid, propositi razzisti e la rinascita del nazismo.
"L'attacco è su tutti i fronti, non possiamo girarci dall'altra parte" così parla Francesco "Ciccio" Auletta, candidato sindaco al Consiglio Comunale di Pisa con la lista civica "Diritti in Comune", in un recente discorso tenuto sotto al comune della città in piazza XX Settembre. Non è possibile fare opposizione solo sui social, riprenderci le piazze  è la parola d'ordine. Ciò che non si è capito è che l'alternativa a queste idee radicali è essere attivi, non far sì che che episodi come questi passino inosservati, se una cosa non è giusta sia dal lato umano che da quello razionale e legale, non bisogna chinare la testa. Davanti alla discriminazione si deve rispondere con altrettanta irrazionalità ed etica, ricordando, come scrisse Seneca nella Medea che "Non sono duraturi i regni ingiusti."
Questo clima disgustoso che si respira non solo in Italia, ma anche in Europa e nel Mondo (vedi Trump e Bolsonaro), finirà e ci verrà chiesto: "Cosa avete fatto per ribellarvi e per contrastare ciò che di male è stato fatto?" e la nostra risposta sarà: "Quello che bisognava fare, stare dalla parte dell'umanità, dimostrare che al ritorno di alcune entità politiche, non abbiamo aspettato che la situazione si risolvessa da sola, abbiamo cercato di risolverla noi, siamo stati parte attiva."
In un'intera tragedia di Sofocle (Antigone, ndr) si è discusso il tema dell'etica-legalità. Nel finale colui che aveva ucciso Antigone, seguendo la legge, è costretto ad uccidersi, rendendosi conto di essere stato dalla parte del torto.
La storia ha già punito chi promulgò leggi prive di etica, e alla fine ha sempre dimostrato chi fosse dalla parte del giusto e chi no. Prima non c'era la possibilità di sapere cosa stesse accadendo, ma ora si e non stiamo ancora facendo niente: ed è inaccettabile!
Avendo come punti di riferimento personaggi come Mimmo Lucano dobbiamo portare avanti queste idee e FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE, correndo verso la libertà, ma la verà libertà, quella di tutti.
Noi, e solo noi, tireremo dritto.

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