Passa ai contenuti principali

Mala tempora currunt: il maschilismo nell'amministrazione comunale di Pisa

Disegno dell'artista Ethel Bustamante

Di Enrico B. 

Riconosciuto responsabile del reato di stalking, secondo la sentenza della Corte d’appello di Firenze del 30 maggio 2017 e condannato al risarcimento in sede civile, ora assessore alla cultura di Pisa. Andrea Buscemi, nato a Pisa il 5 novembre 1963, attore italiano che debuttò nel cinema con il film “Ritorno a casa Gori” (1996), venne querelato nel 2009 dall’ex compagna Patrizia Pagliarone per stalking; nel fascicolo, oltre alla querela, compare anche la consulenza stilata dalla psichiatra Antonella Armani secondo la quale la donna presenta una sindrome post traumatica da stress con effetti permanenti.

Il processo ebbe inizio solo il 7 novembre 2013. Alla seduta del 27 settembre 2014 la Pagliarone accusa l’attore Buscemi di atti di stalking e violenza psicologica, che si manifestavano in atteggiamenti persecutori come continui sms, pedinamenti, insulti, violenze (anche di natura fisica: “gomme da masticare attaccate ai capelli”[1]), atteggiamento padronale (“Il 26 ottobre dello stesso anno a Montecatini la teste ha ricordato un altro episodio: ‘Alla fine della serata gli ho detto che volevo tornare a Pisa. Lui voleva portarmi per forza a Roma. Eravamo in auto e mi sono messa a piangere. Ho provato a chiamare la polizia, ma lui mi ha strappato il cellulare gettandolo ai suoi piedi. In macchina c’era anche l’attrice Nathalie Caldonazzo che gli diceva di starmi a sentire’.”[1]), indagini tramite investigatori privati, arrivando perfino alla reclusione («Quando dormivo a casa sua – dichiara la Pagliarone – chiudeva la porta per non farmi uscire. Poi prendeva il mio cellulare e controllava sms e telefonate. Quindi mi svegliava nel cuore della notte per chiedermi conto dei miei contatti con interrogatori martellanti. E per calmarmi poi mi dava dei cioccolatini»[1]). Durante tre anni di processo il pubblico ministero Mantovani dispone per Buscemi un divieto di avvicinamento e comunicazione con due testimoni (una precedente ex minacciata da un terzo e una vicina della vittima minacciata dall’imputato in persona[2]) che viene accolto del giudice . Poi l’8 gennaio 2016 l’attore, definito spesso da “Il Tirreno” come “Pisano doc”[3], venne assolto dal Tribunale di Pisa per insussistenza del fatto, grazie all’arringa dei due avvocati in cui veniva dichiarato che “il reato contestato si configurava a partire dal febbraio 2009 e quindi in un periodo di tempo limitato rispetto alle contestazioni dei fatti che hanno portato Buscemi a essere imputato di questo processo”[4]. Già in quell’occasione le attiviste della Casa della Donna di Pisa avevano manifestato il loro sdegno in aula gridando “vergogna” alla lettura della sentenza.

Dopo un anno, il 30 maggio 2017, la Corte d’appello di Firenze riformula la sentenza del Tribunale di Pisa poiché il giudice aveva sbagliato affermando che “l'incapacità del soggetto debole del rapporto di liberarsi del suo persecutore costituisca ragione di prova dell'innocenza di quest'ultimo”[5] (della serie "ed allora questo sbaglio è stato proprio tutto tuo"). Infatti il giudice Giovannelli aveva riconosciuto l’atteggiamento vessatorio nei confronti della vittima che però aveva la “colpa” di non aver interrotto la relazione accettando inviti a cena, offerte di regali e di lavoro. Tuttavia i fatti riguardanti la querela della Pagliarone presentata il 21 dicembre 2009 sono stati compiuti prima dell’introduzione nel codice penale del “Reato di Stalking”, quindi  la Corte d’Appello di Firenze non poté fare altro che dichiarare il “non luogo” a procedere poiché “il fatto all’epoca della prima denuncia non costituiva reato”[6]; invece per gli episodi successivi è subentrata la prescrizione. Buscemi, nel 2014, aveva in un primo momento rinunciato alla prescrizione affermando di voler devolvere il risarcimento “ad un'associazione impegnata nella lotta contro la violenza alle donne”[7] poiché poteva accettare soltanto una piena assoluzione; a quanto pare così non è stato. A Firenze l’attore pisano è comunque condannato al risarcimento della vittima in sede civile e al pagamento delle spese processuali.

Il reato sarà stato compiuto prima dell’emanazione della legge che tutela le vittime di stalking, ma ciò non toglie il fatto che la corte abbia affermato che l’imputato sarebbe stato responsabile del reato[8] e qui subentra il problema. Buscemi è stato assolto, ma i suoi comportamenti tipici dello stalker sarebbero stati compiuti. Adesso, dal 3 luglio 2018,  siede in consiglio comunale come assessore alla cultura, una gravissima mancanza di rispetto per tutte le vittime di questi reati nonché uno screditamento di questo ruolo istituzionale.

A inizio luglio la Casa della Donna di Pisa lancia una petizione su Change.org[9] chiedendo al sindaco Michele Conti le dimissioni: “Il primo cittadino della nostra città non può in nessun modo ignorare questi comportamenti riguardanti un candidato della sua lista, così come sono ampiamente descritti negli atti giudiziari. Se lo fa, viene meno la sua credibilità. Se lo fa, ammette un uomo maltrattante ad un ruolo istituzionale, e con questo gesto legittima la violenza stessa a livello istituzionale”. Conti si nasconde nel palazzo, mentre la petizione ottiene un successo straordinario: varie figure istituzionali aderiscono alla chiamata della Casa della Donna. La deputata Mara Carfagna (vicepresidente della Camera dei Deputati appartenente a Forza Italia) ha firmato la petizione inviando anche una lettera al sindaco di Pisa (che ha risposto proponendo un invito a cena alla deputata), così come la ministra per la pubblica amministrazione Giulia Buongiorno (senatrice leghista e già deputata con Alleanza Nazionale tra il 2006 e il 2008 e con il Popolo della Libertà tra il 2008 e il 2013) e la “partigiana della memoria”- come lei si definisce- Vera Vigevani Jarach (ebrea di nazionalità italiana che fu costretta a scappare da Milano con la famiglia a causa delle Leggi Razziali del ’38, si rifugiò in Argentina dove nel 1976 la figlia venne rapita per mano della polizia del regime di Videla e mai più ritrovata) che definisce la questione “un’offesa per tutte noi donne in particolare”[10].


Per il 17 luglio il centro antiviolenza pisano organizza la prima di una serie di manifestazioni in piazza XX settembre. In quest’occasione le attiviste e gli attivisti riescono a fare irruzione nella Sala Regia di Palazzo Gambacorti (l’edificio che ospita l’amministrazione comunale) per assistere di persona al consiglio, cosa che verrà resa impossibile nelle proteste successive a causa della forte presenza militare a presidio dell’edificio. La seconda manifestazione viene fissata il 31 luglio, giorno in cui il consiglio comunale avrebbe dovuto discutere la “Mozione Buscemi” che chiedeva le dimissioni dell’assessore. Alla fine della seduta l’assessore rimane in carica, le attiviste e gli attivisti cantano sotto le finestre del Consiglio una versione modificata della canzone “La Lega (Sebben che siamo donne)” intonando un forte “A oilì oilì oilà e Buscemi se ne deve andà!”; la piazza, amareggiata, ma non sconfitta, si dà appuntamento a settembre avvertendo il sindaco e la giunta che la protesta non è che all’inizio.

Conti, seguendo la linea del deputato Ziello e della “leghista di ferro” Susanna Ceccardi, afferma che “Buscemi sarà valutato come tutti gli assessori solo per quello che saprà fare nel suo ruolo istituzionale”[11]. Intanto la Casa continua la lotta e il 4 settembre organizza la terza manifestazione in Piazza XX settembre dal nome “#svegliamoci, Liberiamo Pisa dalla Violenza”. Tra i cori che intonavano nuovamente “Buscemi se ne deve andà!”, cartelli di protesta (tra i quali spicca uno dove, ricordando la lettera inviata da Conti durante la campagna elettorale, si può leggere “Sindaco ci avevi promesso ‘un faro acceso sulla violenza contro le donne’, è Buscemi il tuo faro?”) e sveglie assordanti, vengono letti tutti gli ottantuno articoli della Convenzione di Istanbul  che stabilisce che “con l’espressione ‘violenza nei confronti delle donne’ si intende designare una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne”. In piazza tra i vari personaggi politici come Ciccio Auletta (consigliere comunale per Una Città in Comune) e Giuliano Pizzanelli (capogruppo del PD in consiglio) anche Simonetta Ghezzani, ex consigliera comunale per Sinistra Ecologia e Libertà, poi candidata sindaco per Sinistra Italiana, afferma: “Dobbiamo continuare a fare pressione perché questa palese e inaccettabile situazione venga superata per passare a misurare le concrete politiche che questa amministrazione intende attivare per promuovere la cultura nella nostra città, a partire da quella di genere”, conclude “Abbiamo un assessore che rappresenta un'onta per la città. Da ieri lo sanno anche a Bruxelles”. Infatti Ghezzani fa riferimento all’episodio del 3 settembre quando una delegazione della Casa della Donna di Pisa, accompagnata dalla giornalista Beatrice Bardelli e dall’europarlamentare Eleonora Forenza, viene accolta alla Commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere del Parlamento europeo per presentare il “caso Buscemi”. All’Europarlamento, afferma Cristina Galasso della Casa della Donna: “Le europarlamentari hanno ascoltato con sgomento e grande preoccupazione la nostra audizione sul caso Buscemi e nei prossimi giorni prenderanno visione del dossier che abbiamo depositato per valutare come intervenire sull'amministrazione comunale di Pisa”; l’attivista della Casa continua dicendo che “il caso Buscemi purtroppo dimostra ancora una volta quanto nel nostro Paese il sessismo, il poco riconoscimento delle donne e la sottovalutazione del fenomeno della violenza siano forti non solo nella società, ma anche nelle istituzioni e questo è assolutamente inaccettabile”. Francesca Koch, presidente della Casa Internazionale delle Donne di Roma, ha affermato davanti alla Commissione di Bruxelles che "molte amministrazioni stanno mettendo in atto politiche sessiste e reazionarie, si pensi ad esempio al caso di Pisa dove è nominato assessore alla Cultura Andrea Buscemi nonostante sia colpevole di stalking, una nomina indecente e oltraggiosa contro la quale le donne di Pisa e di tutta Italia si sono mobilitate".

A Pisa, intanto, dopo il presidio del 4 settembre, Buscemi pubblica un lungo video sul suo profilo facebook in cui, tra varie ridicolizzazioni dei manifestanti, afferma la sua volontà di revocare i finanziamenti pubblici al centro antiviolenza se non ne fossero stati cambiati i vertici. Più precisamente chiede al sindaco “una maggiore attenzione alle attività della Casa della Donna di Pisa per capire se ci sono le necessarie professionalità in grado di codificare una falsa accusa da un’accusa reale e quindi, a quel punto, verificare se sia il caso di continuare a sovvenzionare copiosamente da enti pubblici un’associazione che per adesso è conosciuta soltanto in questa circostanza[12]”. Intervistata a proposito del video di Buscemi, Galasso risponde "le minacce che ci ha rivolto l'assessore Buscemi ci lasciano esterrefatte, ma ancor più ci lascia basite il comportamento, il silenzio del sindaco al quale abbiamo chiesto conto delle esternazioni di Buscemi. Dichiarazioni che hanno dell’incredibile e che ledono la stessa figura del sindaco. Di fronte a tutto ciò come può il sindaco continuare a tacere?”.
 
Il silenzio del sindaco viene infine rotto l’11 settembre dalla vicesindaca Bonsague che al question time proposto da Una Città In Comune risponde che le minacce di Buscemi alla Casa della Donna non sono rilevanti in quanto "dichiarazioni personali sostenute sui social network"; come se una dichiarazione fatta sul web avesse meno peso di una fatta dal vivo, in più rilasciata da un uomo che riveste una carica pubblica. Nel frattempo, lo stesso giorno, la Casa della Donna si è nuovamente riunita in piazza. Era stato rimproverato alle militanti di essersi lasciate abbattere dagli ostacoli, in una sorta di sconforto politico (querela per stalking da parte di Buscemi, abbassamento della tensione sulla lotta, minore partecipazione alle proteste), ma quel pomeriggio il clima era totalmente diverso: le organizzatrici avevano buone nuove ed erano così colme di rinnovato ottimismo. Una delegazione della Casa della Donna di Pisa aveva partecipato a un summit a Rimini per riferire del caso Buscemi ormai portato all’attenzione nazionale. Carla Pochini, presidente del centro antiviolenza pisano, era intervenuta dal palco riportando quanto avvenuto a Pisa sollevando tra le partecipanti grande incredulità e preoccupazione. In molte hanno espresso la loro solidarietà e si sono dette pronte a dare una mano per tenere viva l'attenzione e continuare a fare pressione sull'amministrazione comunale; tra queste una donna in particolare ha mostrato di voler dare una mano: l’onorevole Laura Boldrini (Liberi e Uguali), già presidente della Camera. La deputata di LeU ha proposto due opzioni per aiutare la battaglia contro “l’Assessore alla cultura della violenza maschile”: una raccolta fondi per sostenere i costi di questa protesta e una manifestazione nazionale a Pisa. La presidente della Casa ha accolto con grande coraggio queste due proposte e le ha presentate alla piazza che le ha accolte con straordinaria determinazione; resta solo da definire la data.
La deputata Laura Boldrini al summit di Rimini

Anche noi ci uniamo alla sfida della Casa della Donna di Pisa e saremo sempre in piazza con tutte e tutti loro. Non è accettabile che un uomo con una consolidata mentalità di stampo maschilista e patriarcale, nonché ritenuto responsabile di violenza di genere, sieda in consiglio comunale, per giunta come assessore alla cultura. Non solo: la scelta dell’attore Buscemi si mostra inadeguata anche dal punto di vista culturale. L’attuale assessore alla cultura di Pisa è colui che ha scritto nel suo libro “Rivoglio Pisa” che il murale “Tuttomondo” dell’artista internazionale Keith Haring- uno dei più famosi esponenti della Pop Art che venne a Pisa e amò questa città- sia stato autorizzato da “qualche mente perversa (e profondamente, grottescamente radical chic)” che pensò di realizzare sul muro del Convento di Sant’Antonio questo “modestissimo e banalissimo murale di ispirazione metropolitana” (detto non si sa bene con quali meriti e conoscenze storico artistiche); l’uomo che scrive ciò è lo stesso che definisce “bellissimo” il murale dell'artista ucraino Kazky, inaugurato il 29 luglio 2018, opera che raffigura nel XXI secolo una scena dal significato davvero sorpassato e sgradevole come quello della guerra crociata. Andrea Buscemi, lo stesso che nel 2018 scrive in un suo libro di voler buttare giù un ponte per ricostruirlo com'era prima che i tedeschi lo facessero saltare, perché quello costruito nel dopoguerra gli pare brutto, e di voler ricostruire dei palazzi in stile liberty; proposte a dir poco kitsch e antistoriche. Naturalmente ci muoviamo nel campo democratico e prendiamo le distanze (e naturalmente condanniamo) dalle minacce rivolte a Buscemi tramite una lettera proveniente da Firenze. 

Una città che ospita tre università, con una storia e una cultura alle spalle come Pisa non si merita questo assessore alla cultura. Firmiamo anche noi! #nesssunotocchilaCasa



[1] http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2014/09/27/news/mi-diceva-sei-una-zingara-di-periferia-1.10003404
[2] http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2015/05/31/news/andrea-buscemi-scontro-tra-legali-e-un-rebus-nelle-indagini-1.11530032
[3] http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2013/04/24/news/buscemi-sotto-processo-per-stalking-1.6944267
[4] http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2016/01/08/news/stalking-assolto-l-attore-andrea-buscemi-1.12742286?ref=hftipsea-1
[5] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/11/25/corte-dappello-buscemi-responsabile-di-stalkingFirenze09.html
[6]http://comune.pisa.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=LV13299.TIF&subcod=20170531&numPag=1&tipo=GIF
[7] http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2014/04/11/news/buscemi-rinuncio-alla-prescrizione-1.9028414
[8]http://comune.pisa.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=LV13299.TIF&subcod=20170531&numPag=1&tipo=GIF
[9] https://www.change.org/p/pisa-un-condannato-nominato-assessore-alla-cultura-vogliamo-le-dimissioni?recruiter=38811628&utm_source=share_petition&utm_campaign=psf_combo_share_initial&utm_medium=whatsapp
[10] http://www.iskrae.eu/anche-le-madri-plaza-de-mayo-la-nomina-buscemi-lega/
[11] http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2018/08/01/news/conti-sara-valutato-solo-come-assessore-1.17114580
[12]https://www.facebook.com/andrea.buscemi.507/videos/10216955389146519/?fb_dtsg_ag=Adxv06mzQaedFtqzGCWO6oeU8RSBVZzu3Mr1BYRLEHqSNw%3AAdwz5K0G7lwPQAOva4ivcJdc3p5aArupB1M71oaqtyqwoQ

Commenti

Post popolari in questo blog

Un’ideologia sporca: il fascismo tra XX e XXI secolo

Di Irene Patisso Visti i tempi che corrono, la macabra convinzione – secondo la quale questo movimento politico non si sia mai estinto – sta prendendo piede ogni giorno che passa. Si può riscontrare una delle tante motivazioni a sostegno di questa constatazione nella dichiarazione di Michael Moore, regista statunitense, il quale asserisce che "il fascismo in Italia non sta tornando: è già tra noi" . Neppure il tempo di sanare le ferite aperte e ancora sanguinanti del più grande conflitto armato della storia che il 22 giugno 1946, trascorso appena un anno dalla liberazione del Paese intero dall’occupazione dei nazifascisti, fu promulgata l’amnistia nei confronti di tutti coloro che, dopo l’8 settembre 1943, avevano commesso reati politici, tra cui il collaborazionismo con i soldati tedeschi, che portò ai tremendi eccidi perpetrati principalmente durante il 1944. Una delle dirette conseguenze di questo gesto imperdonabile fu la fondazione, appena sei mesi dopo, del Movi...

Marcia Perugia-Assisi: non c’è pace senza solidarietà

Di Giulia Marinai Tra striscioni, bandiere e canti popolari, la Marcia per la pace Perugia-Assisi, tenutasi domenica 7 ottobre, ha visto la partecipazione di 100 mila persone, tra uomini, donne, anziani e bambini. Il corteo, che ha percorso circa 25 km, ha sfilato in nome della libertà, speranza e fratellanza di un popolo, il cui pluralismo è sempre più compromesso da ideologie e sentimenti collettivi di odio e discriminazione. In una società dominata dall’intolleranza e dalla diffidenza, non sono poche le persone che hanno il coraggio di ribellarsi e far sentire la propria voce: testimonianze di violenza, sia fisica che psicologica e racconti di fughe da guerre atroci hanno avuto un posto di primaria importanza all’interno della giornata di domenica, ricordando a tutti quanto sia essenziale il lottare per la tutela dei diritti fondamentali. L’ampia partecipazione all’evento ha permesso a persone di ogni luogo ed età di incontrarsi, conoscersi, confrontarsi e, soprattutto, ...

L'Europa ferma su un relitto: lettera aperta al Partito Democratico

di Enrico Bruni Il 29 giugno scorso, nella sua prima ricognizione sopra il Mediterraneo, la missione Seabird avvista un relitto nella zona SAR libica: sopra quella che sembra una monocroma bandiera blu si affaccia un gommone in parte inabissato, uno di quelli che solcano sempre le retoriche dei vari politici, su di esso un corpo livido lotta ancora tra salvezza e abisso. Passano i giorni, le ong inviano più volte alert agli Stati costieri, ma nessuno è ancora andato a recuperare il corpo dell’uomo. Immobile la guardia costiera libica che avrebbe il dovere di presidiare la propria SAR, compiacenti le capitanerie di porto italiane e maltesi. Gli interrogativi che la foto scattata da Seabird evoca sono tante. La prima volontà è quella di voler riscattare la dignità umana di quest’uomo e ci chiediamo di conseguenza chi fosse, di quali vicende fosse stato testimone, nonché quale fosse la sua storia. Poi però non possiamo tirarci indietro di fronte ad una riflessione più ampi...