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| La zattera della Medusa, Theodore Gericault, 491 x 716 cm, Museo del Louvre, Parigi |
Di Leonardo Aquila
La nave approda nei pressi di Lampedusa ma qui la situazione sembra addirittura aggravarsi: non viene dato il via libera alla nave per l'ingresso nel porto mentre quasi 200 persone sono ancora al loro interno.
Il 20 agosto la nave lascia Lampedusa e arriva fino a Catania, dove però il peggio deve ancora avvenire: i migranti non vengono fatti scendere dalla nave a causa delle decisioni prese dal Viminale e da un ministro che in questa situazione è riuscito a dare il meglio di sè (pura ironia) affermando che, prima di prendersi la così grande responsabilità di far scendere così tante persone in territorio italiano (sarò troppo ironico oggi?), deve accertarsi che "l'Europa faccia la sua parte" promettendo che, una volta fatti scendere, ci sarà una redistribuzione in territorio europeo.
Intanto il Ministro dell'Interno preferisce pubblicare un tweet con tanto di sondaggio mandato in onda da SKY TG24 facendo intuire quale fosse il volere della maggior parte degli italiani (ed il suo) di fronte alla minaccia di rimandare indietro i malcapitati all'interno della nave.
Tweet di Matteo Salvini con relativo sondaggio di SKYTG24: https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1031491637468442624/photo/1
Preso in considerazione il dipinto del pittore francese Theodore Gericault del 1819, quali collegamenti ho trovato fra tale crudele avvenimento e questa opera conservata al Louvre di Parigi? Analizziamoli insieme.
Iniziamo descrivendo l'opera: essa è un dipinto a olio su tela che richiama un fatto storico del 1816: il naufragio della naviglio francese della Medusa che rimase in mare per varie settimane. La missione della fregata era quella di portare certezze al governo francese riguardo il Trattato di Parigi a cui aveva preso parte anche l'Inghilterra, che doveva, in onore di tali patti, abbandonare la colonia del Senegal restituendola alla Francia.
La Medusa, che era affiancata da altre tre navi, decise di accelerare per diminuire i tempi, ma ciò comportò un incidente dovuto ad un banco di sabbia situato a circa 160 km dalle coste della Mauritania.
Il pittore focalizza il suo lavoro sulla precisione dei tratti del corpo umano, sulla luce ed anche sulle dimensioni dell'opera (491x716 cm), che sono state studiate in modo da contenere delle figure dipinte in modo più realistico possibile.
Il dipinto è costellato da colori scuri che richiamano il dolore e permettono un ingresso speciale nel contesto tragico della situazione.
Anche se non si tratta di un naufragio come quello raffigurato nell'opera, il caso della Nave Diciotti mi ha riportato fin da subito al significato allegorico riscontrabile in una delle opere maggiori che il Romanticismo francese ci ha lasciato.
Infatti, se tale opera richiama la desolazione del popolo francese che vide vanificati i sacrifici della Rivoluzione in seguito al Congresso di Vienna, quella barca della Guardia Costiera può essere considerata il simbolo della desolazione a cui sono andate incontro queste persone durante il loro tormentato viaggio.
L'uomo che sventola il panno per richiamare (invano) l'attenzione di qualcuno a largo ricorda a invece quelle persone che non hanno trovato quell'aiuto che richiedevano.
Ma la zattera e i personaggi ivi raffigurati non richiamano solo la desolazione e la disperazione, riscontrabile al massimo nell'immagine del padre che abbraccia il figlio morto o nella posizione dei corpi e delle braccia dei restanti personaggi sopravvissuti, ma anche la Speranza, raffigurata allegoricamente dal punto più alto della zattera. Speranza che tante persone in quella barca hanno perso per giorni, ancora una volta.
Le analogie però non sono ancora finite: infatti, se l'opera di Gericault è anche e sopratutto una critica all'operato del governo francese, in particolare verso la dittatura napoleonica, non sono mancate neanche nel caso della Diciotti (inevitabilmente e adeguatamente, aggiungerei), anche le critiche al Ministro dell'Interno, che non ha perso occasione per portare avanti la sua propaganda politica basata soltanto sull'immigrazione e la sua mancanza di senso del dovere non a livello politico, ma anche e sopratutto umano.
Fra queste critiche troviamo quelle mosse da Roberto Saviano,che ha definito il caso chiarendo come sulla Diciotti non sia stato altro che "sequestro di Stato",dove Salvini è stato "il mandante": critiche ed accuse che hanno avuto ragione di esistere.
Infatti, il PM Luigi Patronaggio ha accusato il leader della Lega Nord di accuse come quelle di abuso d'ufficio e sequestro di persona. Accuse a cui quest'ultimo ha risposto prontamente, affermando che esse sono come "medaglie" e di fronte ad una persona che non sembra neanche aver paura neanche di accuse così pesanti, cercando inoltre di far intravedere una personalità impavida, gli interrogativi su chi sia realmente al governo italiano crescono ancora, vertiginosamente.
Serve davvero lo sforzo di tutti noi per cambiare questa mentalità che si sta diffondendo in gran parte d'Italia a causa di alcuni leader politici che stanno controllando con il loro imperante populismo la coscienza delle persone. Mentalità che però non può far paura se contrastata da un pensiero forte, deciso, tollerante (riprendendo un termine utilizzato da Voltaire nel 1763) ma al contempo - come affermava Karl Popper - intollerante verso l'intolleranza, che dovrebbe essere insito in ogni cittadino ed in ogni cittadina.

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